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panoramica

una piacevole sorpresa

Da quando qualche giorno fa è morto John Peter Sloan, ho ripreso la visione di alcuni suoi interventi teatrali e televisivi che mi hanno consentito, nel tempo, di godere della sua ironia nel prendersi gioco degli stereotipi della cultura inglese e di quella italiana e siciliana in particolare. Mi sono così imbattuto nel film "SMITH DI SICILIA un film di John Peter Sloan" (www.youtube.com/watch?v=bn3d7gNAFZA) che non conoscevo. Piacevole visione (specialmente nelle scene relative al viaggio dei due fratelli verso la Sicilia per prendere possesso del vigneto ereditato) che nell'ultima parte mi ha riservato la piacevole sorpresa richiamata nel titolo: la partecipazione del Gruppo "Sicilia Bedda" nella scena della tarantella per la festa del paese. 

Se ancora non andate a mare, se siete stati già a Messa o se ci andrete poiù tardi, se non avete ospiti e  non dovete far visita a parenti, potrebbe essere un modo gradevole di passare poco meno di un'ora.

                                                                                                                             isidoro spanò

Un nuovo sport da praticare

Da qualche tempo pratico uno sport che non è ancora tra quelli olimpici. Non si svolgono campionati mondiali e anche a livello nazionale non è regolamentato. Praticarlo non comporta grosse spese per l'attrezzatura (niente a che vedere, ad esempio, con le costose mazze da golf). Ci vuole però, come in tutti gli sport, un allenamento continuo per avere buoni risultati. Si può praticare sia all'aperto che indoor, non ha controindicazioni e l'età dello "sportivo" non è dirimente.

La pratica di tale sport è gratuita e consiste essenzialmente in questo: In piedi, accoccolato o seduto, in presenza di un evento negativo che ci crea problemi, sforzarsi di trovare almeno un aspetto positivo che lo renda più sopportabile.

Stamattina sono riuscito a trovarne uno sul lockdown che stiamo vivendo: guardandomi allo specchio mi sono trovato capellone come lo ero alla fine degli anni '60 del secolo scorso. Vuoi mettere la soddisfazione di portare capelli lunghi e basette trascurate senza dover subire i rimproveri dei nonni di allora!

Bene, per ora ritengo di essere primo nella classifica provvisoria, ma spero che presto mi supererete diventando molto bravi in questo nuovo "sport".

isidoro spanò

 

"La Fera di VITA" "La Festa di San Cosimo"

Passando per le vie semi-deserte del nostro paese ho avuto conferma che la "fera di Vita", quest'anno, non c'è stata. Un pezzo delle nostre tradizioni che sommessamente scompare. Negli anni 50/60/70 del secolo scorso era l'appuntamento più importante della seconda parte dell'anno: nella prima parte a scandire il tempo c'era "la Festa di Tagliavia", nella seconda parte "la Fera". Pensate che anche la vendemmia usava questo calendario, si cominciava a vendemmiare l'indomani della Fera. E anche quando già studiavo a Palermo (anni '60) partivo per la scuola l'indomani, lunedì mattina, con la corriera delle 6. La Fera si aspettava per fare gli acquisti necessari ai vari componenti della famiglia ed era usata nel corso dell'anno per far stare buoni ibambini: "..si fai lu bravu t'accattu  ... a la Fera..". Immaginate con quanta ansia era attesa!  Le bancarelle occupavano diverse vie e gli spazi attorno il Comune.

L'importanza della Fiera è andata via via scemando negli anni fino a diventare un appuntamento solo per noi di una certa età.

Il lodevole tentativo  dell'Associazione Volontari Vitesi di riportare in auge tale manifestazione si è scontrato con la diminuzione della popolazione e, sopratutto, con la crescita esponenziale dei centri commerciali e dell'E-commerce globalizzato (Amazon e similari) che di fatto hanno reso la Fiera più un fatto folcloristico che commerciale.

Sabato 28 e Domenica 29 Settembre 2019 è rinata la " Festa di San Cosimo ". Dopo oltre 25 anni, per l'impegno di un gruppo di giovani quarantenni e cinquantenni, si è svolta una bellissima manifestazione Religioso/folcloristica che ha coinvolto tutta la cittadinanza e tantissime persone venute dalle vicine città e con qualche occasionale presenza di persone di altra nazione. (In questo caso la diffusione dei mezzi di comunicazione moderni ha avuto un impatto positivo).

La manifestazione è ampiamente documentata in questo stesso sito dalle foto e dai video pubblicati a cura dei ragazzi del Servizio Sociale che operano presso l'UNPLI  Provinciale di Trapani e ad essi vi rinvio per avere contezza della grande presenza di persone e della partecipazione dei giovani e giovanissimi ai vari giochi organizzati.

Per quanto mi riguarda esprimo il mio GRAZIE a tutte le persone che hanno collaborato a questo successo e l'augurio che questa tradizione ritorni ad essere punto di riferimento per la nostra comunità.

isidoro spanò

 

Mastro Bartolo e la musica dell'incudine

Mi sono imbattuto casualmente su un video You-Tube che ha lo stesso titolo che ho dato a queste mie note, la curiosità ha fatto il resto. E ora, dopo averlo visto, non posso che consigliarne la visione a tutti coloro che amano le tradizioni e anche a coloro che amano e/o studiano i ritmi musicali.

Nel video Mastro Bartolo Maltese realizza  alcuni manufatti in ferro e pone un accento particolare sulle sonorità volute che l'artigiano sapeva dare all'incudine. Nella sua vita ha realizzato tantissimi oggetti artistici che arricchiscono le abitazioni di Salemi e paesi vicini (uno per tutti la famosa "aquila di ferro"). E' un mio cruccio non averlo conosciuto. isidoro spanò

P.S. Un grazie sentito a Sergio Bonanzinga e a Francesco e Giancarlo La Bruna che hanno realizzato il video nel 1993

Se ogni musicista desiderasse essere primo violino non sarebbe possibile formare un'orchestra

Giorni fa mi sono imbattuto in questa frase del compositore Robert Alexander Schumann (1810-1856) e mi parve del tutto ovvia; Ma, stranamente, con il passare dei giorni ritornava sempre più spesso alla mia memoria tanto da costringermi a dedicarle del tempo. Una analisi meno superficiale della frase mi ha suggerito alcune riflessioni che vorrei condividere con voi.

Se paragoniamo "l'orchestra" alla "società civile" ci si può subito rendere conto che non possiamo tutti tendere ad essere "primi violini" perchè non riusciremmo a convivere. Ma da questa, che è la parte ovvia dell'analisi, dobbiamo trarre la considerazione che TUTTI siamo necessari affinchè la Società/Orchestra possa esistere.

Divertiamoci a scegliere lo strumento a noi più congeniale e, pur non essendo primi violini, abbiamo la consapevolezza di essere indispensabili, ciascuno con le proprie attitudini.

Per quanto mi riguarda vorrei essere quel triangolo sonoro che rare volte è dato ascoltare, ma che quando avviene, conferisce un tocco leggiadro a tutta la composizione musicale.

isidoro spanò

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