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panoramica

Lo specchio

Mi son trovato brutto stamattina

(non che bello lo sia stato mai)

e non si trattava della solita rughina

ma di cose più brutte assai.

 

Gli occhi a pertugio neri ed infossati

sul viso scarno e di colore strano

mi guardavano fissi e spiritati,

li toccai sullo specchio con la mano.

 

La fronte, stretta e corrucciata,

piena di rughe profonde e storte,

non migliorava certo la facciata

dalle linee asimmetriche e contorte.

 

Il naso lungo ed incurvato

chissà da qual sortilegio reso peloso,

se ne stava per il lungo incastonato

su uno spazio ampio a sfondo erboso.

 

Erboso di barba folta ed imbiancata

pronta per la necessaria rasatura;

La bocca dalla linea rimarcata

assumeva, nel mezzo, ogni postura.

 

A lato di quella vista deprimente,

su uno spazio quadrato dello specchio,

vidi un'immagine piccola e inerente

a me più curvo, canuto e vecchio.

 

Ma ciò che di strano quella immagine aveva

(a parte il fatto che non c'era stata fino a ieri)

era che di me di dentro tutto si vedeva

non solo viscere, organi, frattaglie, ma pensieri!

 

Vi vidi l'arroganza ed il dispetto,

la brama di soldi e di potere;

con invidia e calunnia erano a braccetto

lussuria e ogni altro umano godere.

 

Mi spaventai e guardai più da vicino

ma quello che vedevo era l'io presente

per un grande miracolo, certo divino,

ero come mi vedeva l'Onnipotente!

 

Lo pregai di cancellare le brutture,

quelle dell'anima non quelle di facciata,

e, per incanto, vidi immagini future:

non dico come sarò, la privacy va rispettata!

 

isidoro

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